Altitudine 432 metri s.l.m.
Lat. 45°49'37"56 - Long. 09°43'23"52
Municipio: Tel. 0345.97009
Misure: superficie 8,14
Val Serina, 25,0 km da Bergamo

Cenni storici di Algua

La storia di questo paese e' un po' complicata. Il Comune fu costituito nel 1927, con la fusione dei Comuni di Bracca, Costa Serina, Frerola e Rigosa; sino al 1928, fu Algua di Costa Serina; dal 1928 ebbe l'appellativo di Bracca di Costa Serina; dal 1948 si sono ricostituiti i Comuni di Bracca e di Costa Serina, mentre i due ex Comuni di Frerola e Rigosa restarono uniti sotto il nome di Comune di Algua.

Il Comune di Algua si e' formato dunque a seguito dello smembramento di Bracca di Costa Serina. Esso comprende: Algua, che e' capoluogo, e le frazioni Pagliaro, Frerola, Sambusita e Rigosa. Queste due ultime si trovano sulla via che reca a Selvino, ora del tutto asfaltata. Va ricordato che in una carta del 1234 la Val Serina e' detta Vallis Algue. Il paesino si trova lungo la rotabile asfaltata che reca a Serina, a Oltre il Colle e a Zambla. Davanti, il torrente e a lato altre acque croscianti. Poche le case. Poco piu' di un centro, si diparte la via, ora asfaltata, che reca a Selvino. E' una via di alto valore turistico e ricca di mirabili visioni panoramiche. Salendo tra i boschi folti, si incontrano paesini dai nomi pieni di poesia; alcuni sono frazioni di Algua. Ecco Ambriola, con la chiesina che domina dall'alto, tra il verde. Piu' oltre una deviazione a destra, per chi sale e su di un pianoro, il grazioso paesino di Sambusita. La sua chiesa domina da un propugnacolo e guarda verso Rigosa e verso il crinale di Selvino. Il nome riecheggia la voce "sambùc" o "sambucetum". Per la sua finale, in "ita", ci ricorda un altro paesino della Valle Imagna: "Bedulita". Due lapidi davanti alla chiesa risordano due sacerdoti: Don Ghilardi e Don G. Zambelli (che fu per 48 anni parroco del paese e fece sorgere la chiesa). Piu' oltre ancora, e' Rigosa che domina dal lato orientale la strada che sale ad ampi tornanti su, verso Selvino. La Parrocchiale, dedicata a S. Antonio abate, fu riedificata nel 1761, ma sin dal 1210 era chiesa succursale della matrice di Dossena. Di fronte a Rigosa, sul dosso del Monte Perello, si scorge il Santuario omonimo (secolo XIII).