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Storie Antiche di Taleggio Storie Antiche di Taleggio
Quando i Bergami di Valtaleggio portarono i propri risparmi alla banca di "precc".
Arte a Taleggio Arte a Taleggio
Le belle chiese parrocchiali che conservano alcune pregevoli opere d'arte, gli antichi nucclei oggi quasi disabitati sono, assieme all'ambiente naturale, gli aspetti piu' interessanti della Val Taleggio..
Itinerario Scientifico- Naturalistico Itinerario Scientifico- Naturalistico a Taleggio
La Valle Taleggio, e' una vallata Prealpina Lombarda immersa nel verde, tranquillita', arte, itinerari montani e naturalistici, ne fanno una vallata ideale per trascorrere le proprie vacanze...
Libri su Taleggio Bibliografia Taleggio
Bibliografia realizzata dal Centro Studi Francesco Cleri e dal Centro Storico Culturale Valle Brembana
Itinerario per la Cima Sodadura Itinerario per la Cima Sodadura
Cima piramidale che rorge a nord/est dei Piani di Artavaggio, il Monte Sodadura campeggia tra il Monte Aralalta, la Cima di Piazzo e lo Zuccone dei Campelli..
Itinerario per il Monte Aralalta Itinerario per il Monte Aralalta
La grandiosita' del Monte Aralalta e' ben visibile dal suo versante settentrionale che cade con selvagge rocce...
Itinerario per lo Zuccone Campelli Itinerario per lo Zuccone Campelli
Il maestoso Zuccone Campelli si eleva con una bella parete rocciosa incisa da camini e da spigoli sul Valle dei Camosci..
La Valle Taleggio La Valle Taleggio
Qualcuno un giorno ebbe a definire la Val Taleggio come la "piccola Svizzera Bergamasca". Forse perche' questo angolo della montagna Bergamasca e' particolarmente verde, dolce ed accogliente..
Stracchino Taleggio Lo Stracchino Taleggio
Il taleggio appartiene alla categoria degli stracchini, formaggi di origine lombarda caratterizzati da pasta molle e forma generalmente quadrata..
Rifugio Nicola Rifugio Nicola
Il Rifugio Nicola e' situato ai Piani di Artavaggio in alta valtaleggio a quota 1.900 m. s.l.m. posto incantevole con un panorama verso la pianura..
La Valle Taleggio, e' una vallata Prealpina Lombarda immersa nel verde, tranquillita', arte, itinerari montani e naturalistici, ne fanno una vallata ideale per trascorrere le proprie vacanze.
Itinerario Scientifico- Naturalistico
Anche se non ricade tutta nei confini del Parco delle Orobie, la valle e' di fatto, un grande parco, ricco di verde, di essenze rare e di fossili oltre che di specie animali che si possono incontrare un po' dovunque, lungo il Percorso delle Cime o anche nel primo praticello o nrl bosco ai margini dei paesi: basta muoversi con l'occhio attento. Tutti gli itinerari descritti sono interessanti anche dal punto di vista naturalistico; una segnalazione particolare la si puo' spendere per il quarto che, suggestivo in tutto il suo tratto e , tra l'altro, con sorgentine ricche di fauna macroinvertrebrata, porta alla meraviglia della sorgente dell'Enna. Per l'appassionato della fauna minuscola suggeriamo oltre a questa e al percorso, Salzana-Fraggio la visita a due sorgenti che sono tra i piu' importanti biotipi della Valle Taleggio. La sorgente Mufolenta si trova lungo la "strada bassa", vecchia carrareccia costruita dai vedesetesi a inizio secolo e che da Olda-Vedeseta portava al Buco, nell'Orrido. La zona quella dei tornanti non molto prima del ponte crollato sull'Enna. Lungo la strada la roccia e' molto scura e fittamente stratificata (Argilliti di Solto) ma in prossimita' dei primi tornanti compaiono dei calcari chiari, compatti (Dolomia principale). Al contatto tra queste due formazioni una disastrata vasca in pietra ci rivela la sorgente. Qui nulla di particolare ma, se ci affacciamo sul ripido versante dove si dirigono le sue acque notiamo che queste scorrono su di un grande ammasso di concrezione calcarea, da esse depositato,  col favore di un ampia coltre muschiosa. Postandoci alla base di tale ammasso e seguendolo, ci accorgiamo che tale fronte di concrezione (detta impropriamente anche di tufo calcareo) prosegue per un buon tratto, in questo caso e' "fossile". L'ammasso rivela tratti con l'impronta ben evidente di tubuli di muschi e di foglie che furono inglobate dal concrezionamento. Sempre sul versante ai piedi di Olda i minuscoli molluschi acquatici sono meglio osservabili in una serie di sorgenti che si inoltrano lungo la carreggiata che si stacca dalla "Strada bassa" e scende al Ponte dei Senesi. Qui e' presente anche il minuscolo crostaceo Gammarus balcanicus.
Itinerari d'Arte e di Storia
1° Itinerario: Sottochiesa-Madonna di Salzana-Fraggio-Monteruccio-S.Antonio-Piazza Morandi-Retaggio-Grasso-Pizzino-Sottochiesa (Tempo previsto: un pomeriggio).
2° Itinerario: S. Bartolomeo-Madonna di Salzana-Fraggio-Sottocorna-Vaccareggia-Termenu' di Reggetto-S. Bartolomeo  (Tempo previsto: un pomeriggio).
chiesina di S. Lorenzo del Fraggio
La miglior concentrazione e la piu' facile da raggiungere, la possiamo trovare nel cuore della valle. In proposito, tuttavia. la miglior concentrazione, e la piu' facile da raggiungere, la possiamo trovare nel cuore della valle, tra S. Ambrogio di Pizzino, chiesa matrice, e S. Bartolomeo, chiesetta legata alla sepoltura e alla devozione dei morti. Piu' che itinerari veri e propri quelli posti sono un pro memoria delle localita' piu' interessanti. Seguendo anche a diverse riprese, a seconda del tempo a disposizione, possiamo conoscere la ricchezza degli interni delle parrocchiali di Pizzino e di Sottochiesa (splendida pala di Andrea Vicentino, 1851), quest'ultima con a fianco la bella torre romanica e circondata dai borghi e scoprire la suggestione della gotica chiesina di S. Lorenzo del Fraggio (foto a fianco) dal tetto in piöde restaurato e di quel che resta dell'importante abitato alpestre, posto forse lungo la via del sale; possiamo restare incantati davanti alla pala dell'Assunta dei pittori lotteschi Francesco di Bonetto e Luciano da Imola dentro il santuario di Salzana (1466), per secoli centro di spiritualita' e di seguiti quaresimali e fino al '500 circondato da un insediamento completamente sepolto con i suoi abitanti da una frana, o girovagare tra Monteruccio (chiesina di S. Antonio, un tempo riccamente affrescata per mano dei Baschenis) e Piazza Morandi coi dolci prati e gli innumerevoli edifici rustici o sederci nel silenzio di Retaggio, forse uno dei primi insediamenti in valle.
E ancora possiamo far risuonare i nostri passi sui ciottoli di mulattiere ben conservate o emozionarsi davanti alla fontana di S. Carlo o seguire per un tratto gli antichi confini di Stato - sottolineati dai poderosi cippi (termenu') dell'ultima delimitazione confinaria, 1760 - dal sagrato di S. Bartolomeo, in antico chiesa parrocchiale di Vedeseta, fino a Vaccareggia passando per il Cantello a est di Reggetto. E infine possiamo farci prendere alla magia della Corna di Pizzino con le case abbarbicate e il suo castello guelfo che non c'e' piu'.
Tratto da: "Tra Storia e Natura, Val Taleggio"