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Mauro Codussi nasce nel 1440 a Lentina l'attuale Lenna e muore a Venezia nel 1504. Da giovane si trova a lavorare a Rimini a fa il muratore e anche il tagliapietre.
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Orrido  della Valle Parina

Nella Val Parina c'è un tratto di valle stretto e strapiombante di un fascino unico


Un Orrido lungo circa 500 metri con una larghezza media di 2 - 3 mt e pareti che salgono quasi in verticale per  50 - 100 mt. Per ammirare questo straordinario lavoro dell'acqua scavato nella roccia calcarea del fondovalle della Parina si deve preventivare almeno 5-6 ore sia che si parte da Scalvino di Lenna, che da Zorzone di Oltre il Colle o da Lavaggi di Dossena. Immagine mozzafiato del tratto stretto in fine inverno asciutto quando l' acqua delle pozze è asciugata. In estate invece il tratto centrale degli orridi presenta molte pozze con acqua limpida. Alcune pozze sono profonde anche 1,5 mt, per cui guadabili, solo attenzione di avere i panni o scarpe di cambio e alle condizioni metereologiche favorevoli. La Valle Parina è un biotopo calcareo di rilevanza per molte particolarità. Naturalità quasi incontaminata allo stato naturale per un ovale di 4x6 km - 45 kmq. Nessuna abitazione permanente, quindi ridotto inquinamento dell'uomo (salvo gli scarichi di Zambla, oltre il Colle e Dossena che sono a
monte e molto più in alto e che ritrovi nel fiume trascinati dalle piene). Biotopo calcareo che si è difeso in passato per la scomodità e asprezza del territorio e oggi abbandonato a se stesso senza interessi economici significativi. Parco delle Orobie e attualmente area SIC. Vincolistiche solo sulla carta, senza studi o progetti concreti di valorizzazione Sentiero Scalvino Val Parina Zorzone

Segnavia CAI 259 -Orrido Val Parina
Note sul sentiero per dare un senso e dei riferimenti per capire le particolarità della zona che parrebbe monotona, strapiombante e arida nella monotonia dell'ambiente solatio calcareo di mezza costa. Notizie specifiche nella pubblicazione specifica sul sentiero della parina C.M. e Prov. BG e sul sito di valbrembanaweb.com Itinerario nel fondovalle della Val Parina, verso Zorzone in un ambiente selvaggio dove la presenza dell'uomo è occasionale e da anni solo di passaggio e curiosità storica o osservazione naturalistica. L'ambiente è il fondovalle calcareo senza abitazioni, rifugi, baite o capanni di caccia per ricovero o soccorso. Solitamente si percorre il sentiero CAI 259 senza incontrare persona. Il sentiero è impegnativo per la lunghezza e per alcuni punti con strapiombi esposti che impongono la massima attenzione. La sezione CAI di Oltre il Colle tiene la manutenzione di questo lungo sentiero di fondovalle che essendo in fondovalle ha una crescita della vegetazione notevole e se c'è bagnato o rugiada è assicurata una lavata. I telefonini non prendono segnale, salvo i satellitari. Massima attenzione al tracciato e lasciare comunicazione sull'itinerario e i previsti orari di rientro o di arrivo a mete diverse. Partenza dalla Provinciale della val Brembana Km 35 Frazione Scalvino di Lenna.

Piazzale parcheggio agriturismo "Ferdy". Il cartello segnavia del CAI sentiero n° 259, indica tempo di percorrenza 5 ore.(F) Si attraversa il ponte in ferro che scavalca il Brembo e si gira a dx e si passa sopra un ponticello di legno e si percorre il bordo del prato sotto un filare di abeti, si aggira a monte la casa " dei Fienili" e si attraversa la valletta e si risale lo sperone di conglomerato. Il sentiero va in direzione sud ed è più alto rispetto al fiume di 30 - 50 mt. Si cammina sul fianco ovest del monte Ortighera. Al primo sperone si osservano sul sentiero i sassi di rotolamento rossi compressi con ghiaiotto rotondo tipico del fondo del fiume alluvionale. Dopo 5 minuti di cammino si attraversa un canale  che è la risorgiva dei "Riviù" un sifone spumeggiante che getta acqua solo dopo intense precipitazioni. Di fronte abbiamo la cantoniera e il bivio con la strada che sale a Cespedosio. Si cammina per 10 minuti sul sentiero che è alto rispetto al fiume Brembo. Il sentiero scende sulla piana della discarica di fango di fluorite della Prealpina. Restare vicini alla scarpata e percorrere la piana e si scende dalla scarpata e il sentierino appena segnato risale di 50 mt di quota e scavalca la dorsale della Bocca di Parina in corrispondenza di un torrione che si affaccia sulla biforcazione tra Brembo e Parina. Lungo tutto il tragitto sono tanti i torrioni che difficilmente riesci a trovare elementi caratteristici  da riconoscerli. Lungo la discesa si vede sulla destra il grande ponte ad arco che porta l'acqua del Brembo alla centrale idroelettrica di S. Pietro d'Orzio. Il sentiero 259 arriva sulla massicciata della ferrovia che portava la legna, il minerale e il marmo rosso alla Bocca di Parina. Nel primo tratto il lato a sud presenta imponenti discariche delle cave soprastanti sol crinale di Paglio che hanno pelato la montagna con pareti da mozzafiato.

In alcuni punti sono state scavate delle brevi gallerie in corrispondenza di speroni che interrompono la ripida scarpata della montagna. Si percorre agevolmente la vecchia massicciata della ferrovia a scartamento ridotto che in molti punti è stata danneggiata dalla piena del agosto 1974, quando molti ponti vennero travolti dalla piena. Successivamente sono stati rimpiazzati 2 ponticelli in ferro per garantire il passaggio e il sopraluogo ai sentieri sotto le 2 linee ad alta tensione che attraversano la valle scendendo dal passo di Ortighera e risalire ai Lavaggi di Dossena. E' rimasto intatto un ponte in muratura a doppio arco che attraversa la valle poi uno stretto camminamento su cordolo in cemento armato prima del ponte di ferro ripristinato per permettere il controllo degli elettrodotti. Più avanti la valle Parina si restringe e ci sono delle bellissime erosioni e marmitte dei giganti. L'osservatore attento si accorge dei mulinelli d'acqua e delle erosioni che hanno creato delle nicchie e anfratti stupendi.

Ponticello per il transito della locomotiva décauville
La galleria e i binari della locomotiva décauville

Orridi della Valle Parina (seconda parte) ---->>>>>


Itinerario Valle Parina - La morfologia dei luoghi č sempre connessa alle caratteristiche litologiche delle successioni geologiche presenti. La parte alta della Val Parina č impostata in rocce tenere (calcari marnosi, marne, siltiti, ecc.), di origine lagunare e deltizia.