Home Page di CaronaLa Frazione di PagliariCenni Storici di CaronaManifestazioni e Eventi a CaronaNumeri Utili di Carona
Carattere medio Carattere grande


 
News Carona Le News di Carona
articoli e news di Carona dai giornali locali
Itinerari escursioni a Carona e Conca del Calvi Trekking escursioni a Carona
Reportages Alpi Orobie: tragitti, itinerari, escursioni sui sentieri di Carona e dintorni
Sci-Alpinismo a Carona e Conca del Calvi Sci-Alpinismo a Carona
Reportages Alpi Orobie in scialpinistica a Carona e dintorni
Libri su Carona Bibliografia Carona
Bibliografia realizzata dal Centro Studi Francesco Cleri e dal Centro Storico Culturale Valle Brembana
Carona ieri e oggi
Carona cartoline a confronto Carona ieri e oggi
Cartoline a confronto, come era Carona tempo fa..
Storie Antiche popolari di Carona Storie Antiche popolari di Carona
La baita della capra; La leggenda dei Laghi Gemelli...
Comune di Carona Carona situata nel cuore delle Alpi Orobie, apprezzata dagli amanti dello sci alpinismo. Una seggiovia che porta gli sciatori a 1700 m in Val Carisole, punto di partenza di 4 skilift e collegamento con gli impianti di Foppolo.
Carona Ski Stazione sciistica dell'Alta Val Brembana Stazione Ski Carona Carisole
Carona è la nuova Stazione inserita nel comprensorio delle Carisole che con Foppolo ne fanno una Stazione di avanguardia sciistica nel panorama Brembano. L'ottimo impianto di innevamento artificiale consente di sciare anche con scarse precipitazioni nevose...
Foppolo, Carona, San Simone Bremboski
Consorzio operatori turistici valle di Fondra: Comune di Foppolo, San Simone, Carona, Branzi, Isola di Fondra...
Itinerario per il Rifugio Laghi Gemelli Rifugio Laghi Gemelli
E' tra i piu' bei posti delle Orobie, contornato da numerosi laghetti alpini, e base per salite al Pizzo del Becco, Monte Corte, Pizzo Pradella, Pietra Quadra...
Itinerario per il Rifugio Calvi Rifugio Fratelli Calvi
Situato in Alta Valle Brembana, ai confini con la Valle Seriana, e' uno dei piu' bei anfiteatri delle Prealpi Orobie. Il Rifugio Calvi è circondato dalle Vette del Pizzo del Diavolo e Diavolino, Grabiasca, Madonnino, Cabianca e Poris...
Itinerario per il Pizzo Aga Itinerario per il Pizzo Aga
Appena sopra il Rifugio Longo nelle acque del Lago del Diavolo la turrita sagoma del Monte Aga si specchia con tinte fosche e poco attraenti...
Itinerario per il Pizzo del Diavolo Itinerario per il Pizzo del Diavolo di Tenda
Il Pizzo del Diavolo di Tenda con i suoi 1.916 m di altezza e' la vetta piu' alta della Valle Brembana, da qui nasce il Fiume Brembo. Diavolo e Diavolino sono di forma caratteristica piramidale..
   Scialpinismo Carona Conca del Calvi Indice Scialpinismo a Carona - Sci-Alpinismo, reportages dal Forum Valle Brembana - Pagina 1

Tanto per cambiare anche per il ponte del 25 aprile il meteo non vuole saperne di regalarci giornate stabili e così siamo ancora in ballo con la ricerca di un itinerario per gli sci. Con Luciano e Danilo decidiamo così di rimanere nelle Orobie anche se non abbiamo una meta precisa anche per via delle previsioni poco favorevoli. Partiamo presto e decidiamo di andare in zona Calvi. Mentre saliamo con gli sci in spalla si decide di puntare al Cabianca......


Partiamo alle ore 6:00 in compagnia di altri quattro scialpinisti e dopo mezzora siamo alla diga (troppo comoda la navetta) la attraversiamo e dopo un centinaio di metri calziamo gli sci. L'innevamento è ancora generoso, soprattutto sui pendii a nord, e in breve siamo all'attacco del canalino. Sci nello zaino, calziamo i ramponi e via, sù per il ripido pendio. La salita è abbastanza agevole, la neve non è dura, non si sfonda eccessivamente e il fondo è molto regolare data l'abbondante quantità di neve. Anche l'uscita non presenta difficoltà, come al solito sul lato destro c'è uno scivolo sgombro da cresta che permette un facile passaggio. Una volta fuori dal canale saliamo in vetta ma ci rimaniamo poco, oggi purtroppo ho molta fretta. Ritornati all'uscita del canalino puntiamo ora in direzione della cima Valrossa che raggiungiamo dopo aver messo a dura prova le lamine degli sci su una neve vetrosa che non aveva ancora ricevuto i raggi del sole. Scendiamo il sempre bel pendio a sud che ci regala ottime curve su fondo perfetto, ripelliamo e saliamo al passo........


Super itinerario, quasi 2.000 metri di dislivello complessivo, in ambiente selvaggio ed isolato, da farsi con neve sicura e buon orientamento! Partiamo prestissimo da Carona sci in spalle fino al Lago di Val Sambuzza, un'ora e mezza di via crucis ma ne varrà la pena! Calziamo sci e scarponi al lago e risaliamo fino ad una balza sotto il Passo Publino, dove traversiamo a destra sotto le pendici del Pizzo Zerna (attenzione, tratto mortale con neve instabile, passare solo con neve sicura!); il traverso fila via liscio grazie alla neve stabile (anche più del previsto), risaliamo il vallone e arriviamo alla pala terminale... qui per salire in cresta ci sono diverse possibilità, optiamo per il canalino più breve vista la neve che a piedi ci fa sprofondare, in realtà il canalino scelto finisce nel bel mezzo della fascia rocciosa, per cui traversiamo un breve tratto a prendere un altro canalino vicino dove, un pò con picca e con un breve passo di ramponi su misto sbuchiamo sull'agognata cresta........


Oggi finalmente sfruttiamo la navetta e, alle 7:00 insieme ad altri tre scialpinisti (UnPassante e due suoi amici, che salutiamo) partiamo alla volta della diga di Fregabolgia. Loro andranno in zona Grabiasca, mentre noi scendiamo prima della diga e percorriamo il 101 fino a portarci sotto la diga del lago dei Frati. Grazie alle ultime nevicate, dalla diga in poi l'innevamento è costante ma l'umidità della notte non ha favorito un buon rigelo e quindi si sfonda abbastanza, oltretutto un forte vento ci accompagnerà per tutta la salita. Al passo d'Aviasco la neve cambia, data la maggiore altitudine è più dura e compatta, sembra neve invernale. Arrivati nelle vicinanze del Farno decidiamo di seguire della tracce che si spostano sulla cresta invece che proseguire nella conca sotto la vetta. Senza troppi indugi le seguiamo e ne esce una interessante, ma più delicata, alternativa di salita alla vetta. Giunti in cima il vento placa la sua furia così ci possiamo preparare con tutta calma per la discesa... ......


Inizia la stagione delle classiche, e quale più super-classica della ValRossa? Partiamo comodi per non rischiare di trovare residui di pioggia e anche perché le temperature oggi dovrebbero tenersi basse. Infiliamo sci e scarponi nello zaino e a testa bassa ci incamminiamo per la carrozzabile fino al bivio prima del lago dove si attraversa il ponticello portandosi sull'altro versante della valle. In breve incrociamo il sentiero 101 e poi deviamo verso il Lago dei Frati. Poco sotto la diga riusciamo finalmente a calzare gli sci e quindi iniziamo la salita verso la ValRossa. La parte bassa della valle è tutta rovinata da grosse slavine e risulta molto difficile sciarci sopra, nella parte alta viceversa è presente ancora molta neve. Durante la salita si è messo addirittura a nevicare con alcuni raggi di sole, uno spettacolo!......


Oggi giro veloce per problemi di orario, dobbiamo essere alla macchina verso le 13.00. Quindi che si fa? Andiamo alla spalla del Cabianca, tanto sono 'solo' 1400 metri di dislivello... La salita scorre agevole fino alla diga, poi fortunatamente veniamo sorpassati da due coppie di skialper che battono traccia. Loro proseguono fino in vetta e scenderanno in Valrossa. La speranza di trovare ancora neve farinosa a nord passa subito appena iniziamo la discesa. C'erano tutti i tipi di neve, ma di farina un gran poca. Ne è uscita una ravanata da ricordare, con tratti in piano faticosissimi a causa anche della neve collosa che c'era. Arrivati alla baita Cabianca prendiamo il sentiero nel bosco e in breve siamo al ponticello e poi sulla strada......


Rigenerarsi a Carona. Quasi una purificazione. Ma attenzione: non dalle tossine che una società cattiva ci inoculerebbe lentamente, né dalle preoccupazioni lavorative o da quant'altro. Semplicemente da me stesso e dalle mie debolezze. A Carona dicevo. Oasi di pace, rifugio da una vita. Sono quasi deciso, gli sci li ho portati, è giunta l'ora della prima scialpinistica in solitaria. Fin qui non ne avevo avuta l'occasione, o più propriamente non mi sono mai sentito sicuro di me stesso, della mia capacità di valutazione della neve, dello stile di discesa. Quale miglior luogo per esordire? La mia continua sete di novità mi porta a progettare una salita al monte Masoni dai pressi del rifugio Longo. Qualcosa meno che una totale incognita. Dopo una notte insonne (il rito di purificazione non è ancora stato intrapreso) mi incammino su quella che d'estate è la strada alta ed ora è un'unica lastra di ghiaccio appena appena sufficiente per procedere sci ai piedi. Il buio e un fine nevischio mi sono compagni. Confido in un aumento dell'innevamento che arriverà però soltanto al dosso dei Signori. Al lago del Prato mi colgono i primi bagliori. Le onnipresenti nuvole e un pizzico di codardia mi fanno svoltare verso il Calvi. "Raggiungerò la diga e poi giù di corsa a rinfilarmi nel letto" penso tra me e me. E addio purificazione e balle varie.........


La fine della nostra stagione scialpinistica Orobica è ormai giunta al termine e per questa ultima uscita siamo andati a cercare l'ultima neve (guarda caso) in zona Calvi. Grazie alla navetta, alle 6.20 siamo sotto la diga di Fregabolgia e ci dirigiamo a piedi verso il lago Cabianca. Poco prima infiliamo gli sci e pieghiamo a sinistra affrontando il pendio che sale la spalla, giungendo alcuni metri sotto la cresta che porta in vetta. Scendiamo su neve dapprima crostosa ma via via più trasformata fino poco sopra il lago. Ripelliamo e puntiamo verso il canalino. Arriviamo quasi a metà canalino con gli sci ai piedi, dopo calziamo i ramponi e prendiamo la picca. Usciti dal canale, abbandoniamo tutta l'attrezzatura e in breve tempo siamo in vetta a suonare la campana. Scendiamo ora verso la cima Valrossa facendo un lungo traverso in direzione del passo omonimo. Da qui sciamo in continuità, tranne un unico tratto di circa 50 metri quasi fino al lago. Purtroppo queste sono state le ultime curve di questa strana stagione scialpinistica Orobica e ora gli sci finiranno ben riposti in garage... ma in compenso usciranno scarpette, imbrago, corda e moschettoni!........


Fantastica e appagante, ma con un po troppo portage, concatenamento scialpinistico in alta Val Brembana. Grazie al comodo servizio navetta, riusciamo a partire dalla diga di Fregabolgia alle 6:30 della mattina. Ci dirigiamo lesti verso la prima meta della giornata: Il Pizzo del Diavolo di Tenda (2914). La neve rispetto all'anno scorso è molta meno e riusciamo a calzare gli sci solo poco prima delle pendici nord del Grabiasca. In breve tempo siamo nella conca sotto il Passo di Valsecca ma saliamo il pendio sotto il Diavolo con non poca difficoltà a causa di una slavina che rende il terreno molto accidentato. Passato questo tratto critico, in breve giungiamo alla Bocchetta di Podavit e poi sù fino a che c'é neve...........


Le previsioni per domenica mattina sono buone, per cui ci premuriamo di prenotare la jeep navetta (che non sempre la voglia di portarsi gli sci a piedi da Carona si trova), e di buon'ora veniamo scaricati alla diga di Fregabolgia. Meta della gita: Pizzo Poris Partecipanti (in ordine alfabetico): Damià, Ettore, Paolo, Skiador. A conferma dell'affidabilità delle previsioni a breve termine ecco una foto che mostra la splendida giornata tardo-primaverile che ha caratterizzato la nostra uscita........


Sfruttando il servizio navetta, che ha iniziato proprio oggi, ci siamo fatti portare fino alla diga di Fregabolgia e alle 6:30 siamo già sci ai piedi in direzione del Cabianca. Puntiamo diretti verso il canalino che saliamo, dalla metà in poi, con i ramponi e la picca. Quando usciamo ci attende un sole spettacolare anche se dai versanti Seriani già avanzano minacciosi i nuvoloni. Togliamo le pelli e scendiamo un tratto ripido e ghiacciato fino a incrociare il pendio che porta alla cima Valrossa. Purtroppo oggi non abbiamo proprio tempo da perdere e siamo costretti a tirare diritto rinunciando a salirlo. Arriviamo al passo bomonimo e, giusto il tempo di cambiarci e fare alcune foto, cominciamo la discesa......


Finalmente anche per quest'anno siamo riusciti a fare una gita con meteo e neve praticamente perfetti. Era un pò che stavamo aspettando le condizioni ottimali di temperatura, umidità e assenza di nuvole, e giovedì tutte e tre queste condizioni si sono trovate. Abbiamo optato per la salita al Pizzo Farno visto che offre una panoramica salita a cavallo delle valli Brembana e Seriana, e una bellissima discesa di quasi 500 mt dalla cima fino al lago Colombo. L'idea era poi di risalire la costa del Monte dei Frati fino al passo di Valrossa, ma avendo perso troppo tempo a goderci la discesa euna lunga pausa rifocillatrice, ci siamo fermati poco sotto la cima del Monte dei Frati, scendendo il bellissimo canale che porta verso il lago omonimo.......


L'Esercito sul tetto del Trofeo Parravicini: detto in prima battuta della vittoria dell'Esercito, in incipit di cronaca del 63° Trofeo Parravicini gara internazionale di scialpinismo, ci stanno le cosiddette note di colore che non sono di vasta gamma, bensì un bianco con nuance grigiastre tipico in alta quota quando alla neve che cade dal cielo si frammischia la nebbia. È nevicato infatti sull'edizione 2012 del trofeo dello Sci Cai Bergamo disputato ieri nella Conca del Rifugio Calvi a Carona, in Alta Valle Brembana, dopo il rinvio causa avversa meteorologia della domenica precedente......


Tempo stupendo fino alle 13:00 con cielo terso, gran caldo nella conca ma alla partenza da Carona ore 7:30 frescolino sino alla diga. Neve "pellabile" trovata dal bivio per la Val Sambuzza in poi, ma con successivi tratti esposti scoperti. 30 cm al ponticello ma già almeno 80 cm al bivio per la diga, con accumuli oltre il metro. L'incedere non è stato troppo faticoso sino alla diga, neve umida compatta con solo 5-10 cm cedevole, poi...zoccolandia a go go sino all'ultima protuberanza sicura della valle. Come detto da altri e come mi aspettavo, la sciata non è stata granchè, neve molto pesante e poco scivolosa, curvette fattibili solo su pendenze accentuate; occorre attendere la nevicata di martedì e poi far lavorare per qualche giorno il sole e le stelle, per potersi poi godere una bella neve trasformata........